
CHIESA METODISTA DI SALERNO
e diaspore di Albanella e Ottaviano

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Culto Evangelico
Tutte le domenica, su RAI Radio1 alle 6.35, “Culto evangelico” propone una predicazione e un notiziario. ​
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Protestantesimo
Domenica mattina, su Rai 3 alle ore 7 torna la rubrica “Protestantesimo” a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.
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Una parola per te
Breve riflessione sul Vangelo
Pasqua del Signore
a cura del past. Antonio Squitieri
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I perché della nostra fede
Un video per trasmettere il senso della nostra fede cristiana a tutti, in modo nuovo e aperto.
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Camminare insieme
Rubrica ecumenica
a cura della Chiesa Valdese
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Una Chiesa che risponde​
Rubrica di in-formazione
a cura della Chiesa Valdese
Questa settimana
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​Pregare affinché tutti siano uno​
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Metodisti e anglicani in dialogo
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Guerra e Affari in Iran
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Quando la fede incontra la vita​
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​«Non finanziare la guerra contro l’Iran»
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La preghiera cristiana non invoca la vittoria militare​​
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Premio internazionale Paolo Ricca
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Modena. Inaugurato il nuovo locale di culto metodista
La croce e il futuro dei popoli
Agenda degli appuntamenti
Benvenuto!
Siamo alla ricerca di tutti coloro che sono alla ricerca. Siamo alla ricerca di tutti coloro che hanno trovato... Se ti piace capire, se ti piace cantare o suonare... Se ti piace stare in compagnia... Se ti piace organizzare... Se ti piace anche solo "essere" così come sei, vieni a trovarci!
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I nostri culti:
Ottaviano, Via Trappitella, 43:
Sabato, ore 16.00.
Albanella, Via Risorgimento:
Domenica, ore 9.30.
Salerno, Via Manzella 27:
Domenica, ore 12.00.
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Incontri Biblici Domestici
E' un'opportunità realizzare un breve momento di lettura biblica e di preghiera insieme a persone della Comunità ed è anche un'occasione per invitare amici e parenti interessati e offrire loro uno spazio di confronto con la Parola di Dio.
Per organizzare un incontro scrivi a: asquitieri@chiesavaldese.org
o telefona a: 360630661
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Bacheca
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Venerdì 3 aprile 2026, ore 17 ad Albanella, Culto liturgico del Venerdì Santo.
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Il Cenacolo​

Paideia​

Il Vangelo della Domenica
Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. Allora corse verso Simon Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo». Pietro e l'altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. I due correvano assieme, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra e il sudario, che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. (Giovanni 20,1-9)
Pasqua del Signore di Antonio Squitieri
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Il Vangelo di Pasqua non ci offre una spiegazione della risurrezione, ma ci accompagna dentro un cammino di fede. Ci mostra come, nel buio del dolore e dello smarrimento, i discepoli abbiano iniziato a riconoscere i segni di una presenza nuova: quella del Signore risorto. Ed è un cammino che può diventare anche il nostro.
Il racconto comincia con Maria di Magdala che va al sepolcro quando è ancora buio. Questo buio non è solo quello del mattino, ma è anche il buio del cuore: il dolore, la tristezza, la delusione. È quel buio che anche noi conosciamo, quando ci sentiamo soli, feriti o senza risposte.
Eppure Maria non si ferma. Va, cerca, si mette in cammino. È questo il primo segno della Pasqua: un cuore che continua a cercare, anche nel dolore.
Quando vede che la pietra è stata tolta, Maria pensa subito alla cosa più semplice: qualcuno ha portato via Gesù. Non capisce ancora. E allora corre a chiamare Pietro e l’altro discepolo.
Anche loro corrono al sepolcro. Trovano soltanto dei segni: le bende, il sudario, la tomba vuota. Gesù non si vede, eppure qualcosa è accaduto. Dio non si impone con forza. Lascia dei segni, e chiede un cuore capace di accoglierli.
Pietro guarda, ma non comprende ancora. L’altro discepolo invece vede e comincia a credere. Non perché ha già capito tutto, ma perché si apre alla speranza. Inizia a fidarsi.
E questo è molto bello anche per noi: la fede non nasce sempre all’improvviso. A volte comincia piano, nei dubbi, nelle domande, nei piccoli segni. Dio ha pazienza con il nostro cammino.
La Pasqua allora ci dice che la vita è più forte della morte, che l’amore di Dio è più forte di ogni buio, di ogni paura, di ogni ferita.
Anche quando tutto sembra chiuso, come una tomba, Dio può aprire una strada nuova.
Pasqua è questo: lasciarsi raggiungere dalla luce del Risorto e ricominciare con speranza. Perché Gesù è vivo, ci cammina accanto e ci apre, ancora oggi, la via della vita.
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Mary Ann Getty-Sullivan
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Le parabole del regno
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Paideia​​​