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Siamo alla ricerca di tutti coloro che sono alla ricerca. Siamo alla ricerca di tutti coloro che hanno trovato... Se ti piace capire, se ti piace cantare o suonare... Se ti piace stare in compagnia... Se ti piace organizzare... Se ti piace anche solo "essere" così come sei, vieni a trovarci! 

 

I nostri culti:

Ottaviano, Via Trappitella, 43:

Sabato, ore 17.00.

Albanella, Via Risorgimento:

Domenica, ore 9.00.

Salerno, Via Manzella 27:

Domenica, ore 11.30.

Gruppi Biblici Domestici

E' un'opportunità realizzare un breve momento di lettura biblica e di preghiera insieme a persone della Comunità ed è anche un'occasione per invitare amici e parenti interessati e offrire loro uno spazio di confronto con la Parola di Dio. Gli incontri hanno luogo il martedì ore 17 a Salerno; il giovedì alle ore 17 ad Albanella e il venerdì ore 20,30 a Salerno.

Per ospitare un incontro telefonare a Pierluigi Sodano (3934607698) per Salerno e a Vittorio Turriziani (3396226663) per Albanella.

Bacheca

Gruppi Biblici Domestici: Sono aperte le prenotazioni. Richiedete un incontro a casa vostra: Mercoledì ore 17 ad Albanella; venerdì ore 17 e/o ore 20,30 a Salerno e dintorni.

Attività comunitarie

A causa dell'emergenza coronavirus sono sospese tutte le attività comunitarie.

Comunità connessa

Durante questo tempo di emergenza "Io resto a casa" potete seguire in diretta streaming o registrate sulla pagina facebook del past. Antonio Squitieri "Una parola per te" o brevi culti.

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Chi desidera riceverlo inviare un messaggino su WA al 360630661.

Il Vangelo della Domenica

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. 
(Giovanni 11, 3-7.17.20-27. 33b-5)

RADIO RAI UNO

Culto Evangelico

Domenica 22, su Radiouno RAI alle 6,35, la trasmissione “Culto evangelico” propone una predicazione del pastore Massimo Aprile, un Notiziario dal mondo evangelico e la rubrica “Il cammino verso l’unità” a cura di Luca Maria Negro.

TELEVISIONE RAI DUE

PROTESTANTESIMO

Domenica 22, su RAIDUE alle 8 circa, nuova puntata della rubrica “Protestantesimo” dal titolo “Europa: quale futuro?”, la Gran Bretagna tra Brexit e coronavirus.

Nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25, su RAIDUE all’1.40, nuova puntata della rubrica “Protestantesimo” dal titolo “Europa: quale futuro?”, la Gran Bretagna tra Brexit e coronavirus.

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Culto Evangelico

a cura del past. Antonio Squitieri

Domenica 22 marzo

 

 Tempo di Passione

     IV Domenica  "Laetare"

 

Una parola per te

a cura del past. Antonio Squitieri

La preghiera di Gesù

 

I perché della nostra fede

 

 

Un video per trasmettere il senso della nostra fede cristiana a tutti, in modo nuovo e aperto. Con frasi e gesti molto semplici, amici e membri delle chiese valdesi e metodiste spiegano il perché della loro fede e ci raccontano cosa significa per loro il Padre Nostro. 

 

 

Pubblicazioni

 

 

4^ numero 2018 della Circolare

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Tempo di Passione - Un tempo di preparazione di Winfrid Pfannkuche

Siamo nel deserto.

Con l’evangelo di Matteo 4, 1-11 inizia il periodo della Passione. Domenica 1° marzo, la prima domenica nella quale abbiamo dovuto chiudere le porte della chiesa, è stata anche la prima del periodo di preparazione alla Pasqua. Questo evangelo delle tentazioni nel deserto è il punto di partenza e d’arrivo dello studio biblico sul Deuteronomio che si sta svolgendo nella chiesa valdese di Bergamo. Forse è anche il fondamento sul quale camminare in questo tempo di sfida virale. La nostra “piattaforma” su cui rimanere uniti in Cristo, nella solitudine.

Siamo nel deserto.

Il pane quotidiano, il tempio (le attività ecclesiastiche) e il monte (le nostre possibilità nel mondo) si sono improvvisamente trasformati, sono diventati virtuali. C’è ora un tempo in cui imparare a rinunciare. Le chiese protestanti d’Oltralpe propongono da molti anni di vivere il tempo della Passione secondo il motto «Sette settimane senza», invitando i fedeli a rinunciare a qualcosa che ci sta veramente a cuore. Sì, forse è un tempo da cogliere nella sua particolarità, da accettare come sfida: Gesù è lì, da solo, e si limita a poche parole, tre versetti del Deuteronomio (Deut. 8, 3; 6, 16; 6, 13). E basta.

Siamo nel deserto.

E dobbiamo imparare a resistere alla tentazione del potere miracolistico, religioso e mondano. Re-sistere. Mentre non possiamo più di tanto e-sistere, cioè stare fuori, dobbiamo ora stare dentro e re-sistere. Siamo chiamati a un amore per il prossimo del tutto particolare, direi sub contraria specie: se prima, per dimostrare il nostro amore l’abbiamo incontrato e abbracciato, ora ci dimostriamo amore se non ci incontriamo e non ci abbracciamo. Questo ci insegna la relatività di ogni cosa, anche del nostro amare. Se prima qualcuna delle nostre chiese ha ancora ritenuto di dare un segno di speranza lasciando aperte le porte del tempio per il culto, lo stesso gesto è diventato segno di incoscienza e di sopravvalutazione di sé stessi. C’è la tentazione di voler emergere in questo tempo, in fondo, di approfittare di questa situazione per ampliare le proprie possibilità (il proprio potere) religiose e mondane. Ho molto apprezzato il “profilo basso” tenuto dalla chiesa cattolica in questo periodo. Dobbiamo stare in guardia contro la tentazione settaria di voler approfittare di un momento di debolezza per lanciare la nostra – a questo punto lo sarebbe – propaganda. Ce l’aveva inculcato il pastore Bonhoeffer, che ci ha altrettanto insegnato l’importanza dello stare da soli: solo chi sa stare “da solo” sa anche stare nella comunione, e viceversa. La comunione – stiamo sperimentando in questi giorni – è qualcosa di molto delicato, prezioso, incominciamo a provare desiderio nei suoi confronti.

Siamo nel deserto.

E in questo deserto non siamo soli, c’è il nostro fedele Gesù. E con lui e come lui possiamo resistere alla tentazione di voler dimostrare di essere figli di Dio, di essere cristiani, a Dio, agli altri e a noi stessi. In ultima analisi, al diavolo, a colui che fa confusione e ci tenta proprio nella solitudine con il suo comando: «se sei Figlio di Dio, fammelo vedere!». Gesù non è nemmeno sceso dalla croce, quando ancora una volta si faceva sentire la tentazione diabolica: «se sei Figlio di Dio, scendi giù dalla croce!».

Stiamo dunque calmi, sereni, riconoscenti e vicini per chi lotta e soffre in prima linea. Accettiamo questo tempo “senza”, questo digiuno, questo periodo di preparazione alla comunione, alla festa della Risurrezione, per quel che è. Le opere, l’ansia e le agitazioni non ci salvano. (Riforma)

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